Efficienza energetica nella UE: vale 410 miliardi di euro all’anno

Il tema della “white ecomomy“, che raggruppa le sempre più numerose  e performanti tecnologie di efficienza energetica, è indubbiamente quello più inespresso nell’ambito delle azioni di decarbonizzazione delle economie. 

A fornire un quadro davvero esaustivo delle enormi azioni ancora da fare, con indicazione degli altrettanto grandi benefici economi, ambientali e sociali, su questo cruciale tema, uno studio della Commissione europea dal titolo “Savings and benefits of global regulations for energy efficient products“, che analizza proprio il potenziale di normative armonizzate a livello globale in materia di efficienza energetica.

Uno studio che parte dalla armonizzazione ed applicazione delle azioni per il conseguimento dei requisiti minimi di efficienza energetica (MEPS – Minimum Energy Performance Standards), adottati attualmente in Europa per la progettazione eco-compatibile dei prodotti connessi al consumo di energia, che, se fossero attuate  a livello mondiale, determinerebbero una riduzione del consumo finale di energia di 8.950 TWh, consentendo la chiusura di ben 165 centrali termoelettriche a carbone.

meps

Come si legge testualmente nello studio “In un mondo in espansione, con risorse limitate, in cui è previsto che il consumo di energia potrebbe aumentare del 30% entro il 2030, non c’è mai stato un maggior bisogno di implementare misure di efficienza energetica. Se si cominciasse subito a lavorare per armonizzare ambiziosi requisiti di efficienza a livello globale … entro il 2030 si potrebbero ottenere:

  • benefici economici compresi tra 280 e 410 miliardi di euro all’anno;
  • una spinta all’innovazione;
  • un rafforzamento della competitività dell’industria;
  • la creazione di 1,7-2,5 milioni di posti di lavoro”.

Enormi gli ambiti di intervento da attuare nei tre grandi macrosettori, industriale, residenziale e terziario.

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Per raggiungere tali benefici, gli ostacoli da superare non sono pochi. Tuttavia, a parere degli autori dello studio, il requisito fondamentale per l’armonizzazione è un maggiore dialogo internazionale il cui scopo deve essere quello di creare requisiti minimi di prestazione energetica il più equivalenti o almeno compatibili possibile, tenendo conto della situazione politica ed economica di ogni Paese. E tutto ciò sarebbe realizzabile nel breve-medio termine “grazie a sforzi coordinati e a costo relativamente basso”.

Sauro Secci

 

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