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Biogas: Italia leader in Europa con 1.600 impianti attivi

Una grande eccellenza italiana nell’ambito delle associazioni delle energie rinnovabili, con un instancabile lavoro tra le aziende agricole è indubbiamente il CIB (Consorzio Italiano Biogas). A dare conto dei grandi risultati del biogas di matrice agricola, un articolo de IlSole24Ore di Giorgio dell’Orefice di cui riportiamo integralmente, con una intervista anche al Presidente CIB, Piero Gattoni.

Investimenti per 4,5 miliardi e, rispetto agli altri Paesi europei, un maggior utilizzo come fertilizzante e per trasporti grazie alle sinergie tra agricoltura e allevamenti.

Il termine “sostenibilità” se la gioca con “resilienza” come parola più utilizzata e ricorrente negli ultimi anni. Ma la sostenibilità è anche un tema sul quale l’agricoltura ha fatto da apripista. Una frontiera che nel corso degli anni ha visto nascere nel settore agroalimentare molteplici iniziative. Adesso è forse giunto il momento di cominciare a delineare alcune differenze come quella tra la sostenibilità di chi punta alla sola riduzione dell’impatto ambientale della propria attività, quella di chi si prefigge di implementare meccanismi di economia circolare e chi riesce a realizzare entrambi gli obiettivi.

Appartiene a quest’ultima categoria il settore delle agroenergie e in particolare la filiera italiana del biogas. Un comparto che grazie alla sinergia tra agricoltura e allevamento da un lato e agroindustria dall’altro ha registrato dal 2008 a oggi investimenti per circa 4,5 miliardi di euro consentendo all’Italia di raggiungere la leadership europea del numero degli impianti con 1.600.

Fertilizzanti a basso impatto

La produzione di biogas anche se si avvale oggi di tecnologie all’avanguardia riproduce un meccanismo che da sempre esiste in natura nei ruminanti: la digestione anaerobica. All’interno di grandi contenitori vengono introdotte matrici organiche, effluenti zootecnici e sottoprodotti dell’agroindustria. Questi materiali riscaldati e miscelati in una condizione anaerobica cioè senza ossigeno attraverso l’azione batterica danno origine al biogas. Il biogas viene poi convogliato e destinato alla produzione elettrica rinnovabile oppure depurato dall’anidride carbonica diventa biometano che, immesso nella rete del gas naturale, viene utilizzato nel settore dei trasporti (pesanti su strada o marittimi).

Inoltre dalla produzione di biogas deriva anche quella del digestato, un efficace fertilizzante che, utilizzato in agricoltura, consente di abbattere il ricorso a prodotti chimici migliorando la produttività dei suoli.
Gli investimenti di questi anni nel settore sono stati accompagnati dal Consorzio italiano biogas (Cib) che ha favorito lo sviluppo delle sinergie tra mondo agricolo e industriale. «La nostra – spiega il presidente del Cib, Piero Gattoniè una tecnologia che implementa l’economia circolare perché migliora notevolmente la gestione e l’uso in campagna dei reflui zootecnici producendo da un lato energia e dall’altro digestato. Ma soprattutto la produzione di biogas ha importanti effetti a cascata sulla filiera agroalimentare stimolando ulteriori investimenti nelle aziende agricole. Perché oltre alla fertilizzazione, favorisce l’uso efficiente dell’acqua, accompagna tecniche di produzione basate sul precision farming e l’innovazione nella meccanica agraria».

Il conflitto food/no food

Sotto questo profilo il biogas consente anche il superamento di una dicotomia che era emersa nella prima fase di sviluppo delle energie rinnovabili quando distese di pannelli fotovoltaici sottraevano suoli fertili alle produzioni agricole: quella tra produzioni food e no food. «Ogni euro investito sulla produzione di biogas – dice ancora il presidente del Cibstimola altrettanti di investimenti nel settore agricolo. La nostra produzione quindi non solo non è alternativa a quella agroalimentare ma anzi rafforzando la competitività degli allevamenti preserva il futuro di una filiera fondamentale per il made in Italy. Se pensiamo ai soli salumi e formaggi ci rendiamo conto come la zootecnia infatti sia alla base di molte delle nostre eccellenze Dop e Igp».

Lo sviluppo dei prossimi anni

Gli impianti di biogas in Italia oggi producono 1,7 miliardi di metri cubi di biometano e hanno consentito la creazione di circa 12mila posti di lavoro. «Attualmente – prosegue Gattoni dopo gli investimenti degli ultimi anni trasformiamo in biogas il 15% dei reflui zootecnici. Secondo i nostri calcoli possiamo arrivare entro il 2030 a una percentuale del 65% con una produzione di biometano che passerebbe da 1,7 miliardi di metri cubi a 6,5 miliardi e la creazione di altri 25mila posti di lavoro. Sotto il profilo delle emissioni avremmo un duplice effetto: da un lato l’agricoltura italiana ridurrebbe le proprie emissioni di 12,4 milioni di tonnellate di CO2 al 2030 (-32%) cui andrebbero aggiunte i circa 19 milioni di minori emissioni dovute al mancato utilizzo di fonti energetiche fossili. Un taglio complessivo di oltre 31 milioni di tonnellate pari a quelle generate da 18,5 milioni di automobili, la metà del parco circolante in Italia». Tutti risultati evidenziati nel progetto “Farming for future” messo a punto dal Consorzio italiano biogas e che sposa in pieno gli obiettivi Ue tratteggiati nel Green Deal.

Green Deal e Recovery Fund

La grande chance per compiere questo ulteriore salto di qualità viene oggi dal Recovery Fund. «Abbiamo un’incredibile occasione per investire in modo attento alle tematiche ambientali e al tempo stesso alla competitività del sistema paese. Sotto questo aspetto le positive aperture venute nei giorni scorsi dalla ministra per le Politiche agricole, Bellanova e dal Premier Conte che hanno individuato le infrastrutture esistenti per produrre biogas agricolo e biometano una base per nuovi investimenti sono un ottimo auspicio. Una prospettiva del genere consentirebbe a noi di valorizzare gli investimenti già effettuati e di affermare la sostenibilità come una chiave della resilienza del sistema agroalimentare made in Italy».

Link articolo originale di Giorgio dell’Orefice (IlSole24Ore)

Redazione

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