Le evidenze accumulate fino a oggi, e con un crescendo impressionante negli ultimi mesi, sull’accelerazione delle trasformazioni climatiche dal livello globale a quello regionale e locale, non lascia più dubbi sulla realtà degli impatti sugli ecosistemi, le società, l’economia e la vita stessa di intere popolazioni.

Se la calotta polare della Groenlandia si va sciogliendo a velocità superiore a ogni previsione, il ghiaccio artico si limita ormai, in estate, a una modesta frazione dell’area occupata soltanto venti anni fa, gli uragani e i tifoni assumono regolarmente intensità inaudite e provocano danni irreparabili, i monsoni colpiscono Asia meridionale e Africa con furia distruttiva, riducendo - insieme a siccità sempre più ricorrenti e insistenti - le aree coltivabili, l’Italia non se la passa meglio.

La temperatura, nel nostro Paese, infatti, aumenta a velocità superiore a quella globale, l’incremento della variabilità climatica estiva rende inaffidabile qualsiasi programmazione agricola ed energetica fondata sugli schemi classici, contribuendo ad aggravare una serie di patologie e la piaga degli incendi, le risorse idriche superficiali si riducono del 10% ogni decennio, minacciando la stessa vita di fiumi un tempo sufficientemente regolari, e i ghiacciai alpini, insostituibili riserve di acqua per l’area più popolata e produttiva del Paese, sono ridotti a un penoso lascito di tempi definitivamente superati.

Essendo tutte queste evidenze state raccolte, documentate ed elaborate dall’ONU attraverso l’IPCC, il pannello di scienziati da esso coordinato, nonché da numerosi e brillanti scienziati italiani, la Conferenza nazionale si era coerentemente posta l’obiettivo di fornire risposte praticabili alla fondamentale esigenza di “adattamento”, obiettivo concretizzato nella elaborazione delle prime “tredici azioni per l’adattamento sostenibile”, e nel “manifesto per il clima” con le sue cinque urgenze.

Accanto alle misure di adattamento, la combinazione della necessità di abbattere le emissioni clima-alteranti e della urgenza di garantire approvvigionamenti energetici sostenibili e competitivi, impone il superamento del modello energetico basato sulle fonti fossili, attraverso il ricorso diffuso e su larga scala alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica, passando per il sostegno alla ricerca inter-disciplinare e al trasferimento tecnologico, anche nell’ambito dei rapporti internazionali, in questi amplissimi settori.

Incalzata dai settori più avanzati e illuminati del mondo scientifico e intellettuale nazionale, da settori industriali e finanziari consolidati o in rapida espansione, che hanno scommesso e stanno impegnando intelligenze e ingenti risorse nelle fonti rinnovabili, infine dalla pressione delle Istituzioni Europee, la politica italiana ha preso lentamente coscienza del problema, e oggi apparentemente si ritrova sulla linea dell’urgenza, per fare molto e presto; tuttavia le resistenze e i cedimenti alle lobby settoriali più retrive minacciano continuamente, anche attraverso l’erosione delle risorse, di rendere vano ogni sforzo.

Il presente documento intende esprimere il sostegno e l’impegno dei sottoscritti rappresentanti del mondo scientifico e accademico, industriale, dei servizi, delle associazioni, della società civile, per l’attuazione prioritaria e urgente delle misure scaturite dalla Conferenza nazionale sui Cambiamenti Climatici, per il consolidamento e l’estensione delle politiche di incentivazione alle fonti energetiche rinnovabili, per il rispetto integrale del Protocollo di Kyoto, con l’obiettivo del rinnovamento, della sicurezza e del benessere del Paese.

PRIMI FIRMATARI:

Alberto Asor Rosa, Professore di Letteratura all’Università “La Sapienza” di Roma, Coordinatore dei Comitati toscani per la difesa del territorio

Fabio Roggiolani, Presidente della Commissione Sanità al Consiglio Regionale della Toscana

Ugo Bardi, Professore di Chimica all’Università di Firenze, Presidente di ASPO Italia

Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana

Giovanni Menduni, Professore Universitario, Segretario General dell'Autorità di Bacino del Fiume Arno

Claudio Margottini, Ricercatore ENEA, Consigliere del Ministro dell’Ambiente per il Rischio Idrogeologico, APAT

Francesco Meneguzzo, Ricercatore CNR, Membro esperto della Commissione Bioenergie al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

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