Il governo è consapevole "che il nostro pianeta è a rischio" e "il Mediterraneo in particolare è uno dei punti più fragili". Per questo è pronto a fare la sua parte nella lotta al riscaldamento globale, già a partire dalla prossima Finanziaria 2008 con il potenziamento dei provvedimenti a favore del risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. E' questo l'impegno assunto dal presidente del Consiglio a conclusione della Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici. Ma essere attenti all'ambiente, ha messo in guardia il premier, non può significare mettere da parte le necessità di garantire all'Italia un'adeguata sicurezza energetica.

Nuova alleanza con la natura. Dopo aver ricevuto dal ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio l'allarmato rapporto finale elaborato dai numerosi gruppi di lavoro che hanno partecipato all'assise, Romano Prodi nell'annunciare quelle che saranno le linee di intervento del governo ha rivendicato la sua sensibilità ambientalista di lungo corso. "Serve una nuova alleanza con la natura", ha sottolineato il premier, ricordando però che questa parola d'ordine era già presente nel programma dell'Unione.

L'esempio delle auto. Rispetto per l'ambiente, ha osservato ancora Prodi, "non significa solo un costo, questo è un mito da sfatare" perché "partire ora significa essere più competitivi dopo, come sta dimostrando chiaramente il mercato delle automobili premiando chi ha affrontato in anticipo il problema delle emissioni di CO2". Così come un altro mito da sfatare è quello che "contro un problema globale è possibile agire solo a livello globale". "Serve un nuovo modo di vivere - ha messo in guardia il premier - e questo è qualcosa che si decide localmente".

Le cinque priorità della Conferenza. Il documento finale della Conferenza ha individuato cinque priorità sulle quali dovrebbe attivarsi l'azione politica. Attuare il protocollo di Kyoto entro il 2012 e, procedere alle ulteriori riduzioni delle emissioni di gas serra indicate dall'Ue. Coordinare le misure di mitigazione con quelle di adattamento al cambiamento climatico, attraverso il varo del Piano nazionale per la biodiversità e del Piano nazionale di lotta alla siccità e alla desertificazione. Messa in campo di iniziative per assistere i paesi in via di sviluppo nella programmazione e nella attuazione di piani di adattamento sostenibile. E, infine, un richiamo affinché gli impegni del governo possano essere raggiunti entro tre anni.

Verso la Finanziaria 2008. A queste priorità Prodi ha risposto elencando tre settori d'intervento sui quali procederà l'azione di Palazzo Chigi: risparmio energetico, incentivazione delle rinnovabili e messa in sicurezza dell'approvvigionamento energetico. La prima tappa di questo impegno sarà la prossima Finanziaria. Nel campo del risparmio, ha fatto capire, una possibilità potrebbe essere quella di introdurre in tutto il Paese le regole edilizie che ci sono in zone più avanzate come Bolzano", perché così facendo "ci porteremmo un miglio avanti rispetto a dove stiamo adesso". Altro provvedimento che verrà probabilmente preso sarà l'estensione delle detrazione fiscali dai frigoriferi ecoefficienti (che sarebbe confermata) ad altri elettrodomestici bianchi come lavatrici e lavastoviglie.

Il ritardo sulle rinnovabili. Anticipando i contenuti della Finanziaria sulle rinnovabili, Prodi ha poi spiegato che "bisogna anche pensare all'obbligo di fotovoltaico nei nuovi edifici", ma ha denunciato come il problema in questo campo non è più la mancanza di domanda ma la scarsità di offerta da parte dell'industria italiana. "Come Paese stiamo investendo cifre consistenti sul fotovoltaico, ma ogni volta mi piange il cuore se penso che questi soldi finiscono tutti all'estero perché in Italia la produzione di pannelli solari non esiste".

La sicurezza energetica. Ma se sulle rinnovabili c'è un gap di conoscenze da colmare, ben più ardui da risolvere sembrano i problemi sollevati dal terzo campo d'intervento indicato dal presidente del Consiglio. Il tema della sicurezza energetica, ha ricordato, è un obiettivo "di grandissima importanza" e se non si ottiene "non si realizzano nemmeno gli altri". Negli ultimi anni, ha osservato ancora Prodi, "il Paese è stato più volte a rischio, rischio che il governo deve eliminare, perché i cittadini e le imprese hanno diritto alla sicurezza energetica così come alla tutela dell'ambiente".

Il nodo carbone. E, per evitare fraintendimenti, il presidente del Consiglio ha messo i puntini sulle "i". "Quando dico sicurezza - ha specificato - non mi riferisco solo agli importanti piani di risparmio", ma "anche all'insieme di infrastrutture di produzione, trasporto e stoccaggio di cui abbiamo bisogno per far fronte alla domanda già di oggi". Ovvero alla costruzione di nuove centrali (eventualmente a carbone) e di rigassificatori per il metano.

La soddisfazione di Pecoraro. Il possibile scontro all'orizzonte su queste scelte non sembra però spaventare il ministro Pecoraro, che ha conclusione della Conferenza ha incassato non solo la grande risonanza mediatica avuta dall'evento ma anche un altro importante impegno assunto da Prodi nel suo intervento, quello di costituire un coordinamento permanente in grado di tenere sotto controllo il problema dei cambiamenti climatici da tutti i suoi numerosi punti di vista, da quello delle conoscenze scientifiche a quello energetico, dalle ripercussioni sull'industria a quelli sulla tutela del territorio.

Un Cipe sul clima. "Il presidente del Consiglio ha confermato che ci sarà davvero una politica di coordinamento delle politiche ambientali", ha commentato con soddisfazione Pecoraro. "Serve una sorta di Cipe - ha precisato il ministro dell'Ambiente - dedicato alle politiche ambientali, un organismo coordinato dal presidente del Consiglio".

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