Perché odio?

Non è provocazione o gusto del paradosso, ma la dolorosa constatazione che l’accettazione della guerra come modo di ‘risolvere i problemi’ ha un effetto pervasivo e corrosivo di tutti i rapporti tra gli essere umani . L’odio non risparmia nessuno, e anche la più elementare sensazione di come oggi sia ‘normale’ uccidere, di come si uccida ‘senza ragione apparente’, di come la violenza sia cresciuta in modo esponenziale, ci inchioda a mettere a tema l’odio.

Cosa si trova nel salone?

Nel salone, ci sono i libri. Ci sono, soprattutto, gli editori e gli operatori di pace. Da quelli più affermati a quelli emergenti, da quelli generici a quelli esclusivamente del settore. Tutti propongono i loro libri. Ma, soprattutto, fanno della loro presenza un’occasione di analisi delle problematiche, di interfaccia con il visitatore: la produzione culturale si valorizza nell’incontro, ed è dall’incontro che nasce la cultura di pace. Nel salone, poi, i libri diventano occasione di conferenze, presentazioni, eventi.

Quali risultati ha avuto negli anni?

Qualche parola, qualche conoscenza, e qualche pratica in più: un insieme di operatori che si danno appuntamento a Venezia; una occasione di proposte che nel corso dell’anno vengono approfondite nelle singole realtà territoriali. Un numero crescente di editori (sino a superare il centinaio) e visitatori (qualche migliaio).

Perché Venezia?

Per Venezia è anche l’occasione perché un pezzo pregiato della città, ma soprattutto le forze più vive che in essa operano ogni giorno, si incontrino con i visitatori e gli operatori in tre giorni densi di incontri, azioni, proposte, feste per la pace.

La storia del Salone dell’Editoria di Pace

L’otto dicembre 2001 a Venezia il tempo era terso, ma freddo e tirava vento di bora: questo fu il primo giorno del primo SALONE DELL’EDITORIA DI PACE al Fondaco dei Tedeschi, le poste della città. Se Poste Italiane non ci avesse dato in uso gratuito il Fondaco, forse quel primo tentativo perché il popolo della pace si mostrasse e si incontrasse e fosse conosciuto nei suoi prodotti editoriali - carte, immagini, parole per una cultura di pace, non ci sarebbe stato. Anche i quaranta espositori presenti superarono la prova del freddo intenso, della carenza di luci, dei momenti di stanca, delle difficoltà dovute ai trasporti con la inevitabile rottura di carico. Ci fu pure una certa attenzione e curiosità anche se almeno duemila dei seimila cataloghi stampati furono buttati al macero. Per la Fondazione Venezia per la ricerca della pace, promotrice del Progetto Iride (il salone e un annuario) il risultato fu positivo. Ed è così che il Progetto Iride, con il crescente appoggio delle Amministrazioni del Comune e della Provincia si è ripetuto, consolidato e rinnovato negli anni. Nel 2002 ebbe luogo nella Scuola San Giovanni Evangelista e cominciò ad avvalersi degli spazi di Palazzo Badoer dello Iuav e del vicino Patronato ai Frari: e fu il secondo salone dell’editoria di pace e primo salone dell’editoria buddista ed orientale in Italia, reso possibile dalla collaborazione con la Fondazione Maitreya. Con la collaborazione per tutta la logistica e l’allestimento della Cooperativa il Cerchio, superammo ogni residua logica fieristica, per imboccare una strada finalizzata ad accrescere l’orizzonte di una rete di relazioni entro le quali si colloca il libro di pace e per la pace: una rete straordinariamente diffusa nel territorio italiano, ma che fatica a incontrarsi in una cornice quale un salone, perché all’apparenza privo dell’appeal militante. Nel 2003 comincia a prendere corpo il tentativo di tematizzare e l’occasione è offerta dal quarantesimo anniversario dell’enciclica Pacem in terris, straordinario stimolo per un ripensamento del mancato disarmo, compreso quello culturale. Nel 2004 l’annuario non viene più pubblicato da Asterios editore in Trieste, ma da Terredimezzo editori di Milano legati al commercio equo e solidale, ed il quarto salone ha un titolo guida “addio alle armi”. Nel 2005 per una difficoltà di data il salone trova una nuova sede, la Scuola Grande san Rocco, dove il discorso pace e bellezza esplode, perché è nelle cose stesse, tant’è che viene mantenuto il doppio accesso alla scuola, quello dei visitatori abituali e quello dei visitatori del quinto salone il cui titolo è il prezzo della libertà e si svolge in concomitanza temporale e fisica con il forum internazionale i confini della libertà, organizzato dal Centro Pace del Comune di Venezia e dall’Assessorato alla Pace della Provincia di Venezia nell’ambito di un progetto europeo. Nel 2006 infine il salone dedicato a “fare pace tra verità e menzogna di cui è ancora attivo il sito completo del programma (www.farepace06.it). In questi sei anni hanno partecipato come espositori non meno di 200 realtà diverse tra editori, gruppi, movimenti, librerie, realtà istituzionali impegnate in produzioni di pace, con una leggera crescita di presenze di anno in anno. Abbiamo cercato di raccontarvi quanto abbiamo fatto sinora, perché questo FARE PACE ODIO: rappresenta davvero l’impegno a misura di ciascuno di noi , come dovrebbe apparire chiaro da quanto segue: abbiamo capito che i libri non sono solo da leggere, scrivere, stampare, editare, vendere e presentare e discutere: questo è decisivo, ma non basta per fare pace.

Tra gli eventi del Salone, si segnala:

SABATO 13

10,00 Teatro dei Frari “Argentina 30 anni dopo: tre generazioni di donne militanti della memoria” Incontro con Vera Jarach (madre del Plaza de Mayo), Norma Berti (sopravvissuta al carcere), Julieta Mira (movimento H.I.J.O.S. Argentina).

15,00 Scoletta dei Calegheri “Odio e riconciliazione nella prospettiva del buddismo impegnato. L'esperienza di Auschwitz” Con Andrzeji Krajewski, direttore della Polish Peacemaker Community e Roberto Mander, La rete di Indra.

Alle 21,00 la straordinaria esibizione del quartetto “Scores! Alborada String Quartet & Paolo Fresu” L’Alborada String Quartet è composto da: Anton Berovski, Sonia Peana, Nicola Ciricugno e Piero Salvatori. In collaborazione con Caligola.

DOMENICA 14

21,00 “Canti contro la guerra. Da Brecht a Vian a De Andrè” Con Raffaella Benetti e Roberto Nardin. Al pianoforte Giannantonio Mutto.

17,00 Frari “C’è paura in città?” Dibattito con Marinella Sclavi e Vittorio Gregotti.

LUNEDÌ 15

17,00 Scoletta San Rocco “Guerra ai civili” Il sostituto procuratore militare di Padova Sergio Dini e il Prof. Giovanni Contini discutono il libro di Elena Carano “Oltre la soglia. Uccisioni di civili nel Veneto 1943-1945”. Coordina Marco Borghi alla presenza dell’autrice.

Il programma completo del 7° SALONE DELL'EDITORIA DI PACE è in via di definizione e verrà presto pubblicato nel sito web www.farepace.org.

Per avere maggiori informazioni o per richiedere il programma completo, telefona ai numeri 041/935666, 338/1805195 o scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o consulta il sito www.farepace.org.

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