Al centro dell’analisi di Assoelettrica la necessità di individuare meccanismi di governance a livello nazionale e una road map a livello Ue, lasciando tuttavia agli Stati la massima libertà nella definizione del rispettivo mix energetico; la promozione di scambi internazionali di biomassa e biocarburanti; l’individuazione dei potenziali effettivi e di regole per l’import di energia rinnovabile e la contabilizzazione di energia prodotta all’estero, anche senza scambio fisico (virtual trading); la soluzione della questione della “conversione” del kWh da fonti rinnovabili in kcal. Secondo l’associazione sono inoltre “troppo ottimistiche” le ipotesi sull’incremento di potenza per l’idroelettrico, per il fotovoltaico, il termodinamico, il geotermico e il moto ondoso. Sottostimato sarebbe invece l’apporto delle biomasse.

Anche secondo Walter Righini, presidente della Fiper, è del tutto trascurato, nel position paper, il ruolo della biomassa legnosa prodotta sul territorio. Anche perché nel testo “si parla solo di produzione elettrica, tralasciando l’importanza della produzione di calore da fonte rinnovabile”. Sottovalutato, infine, anche il ruolo del biogas di origine agricola, come dimostrano i potenziali di sviluppo. Dello stesso tenore le osservazioni dell’Aper, secondo cui il potenziale di sviluppo delle biomasse “risulta nettamente inferiore a quello proposto nel 1999 dal libro bianco dell’Enea che individuava al 2012 il solo potenziale addizionale a oltre 13 TWh”. Sul virtual trading l’Aper si discosta invece da Assoelettrica: lo scambio virtuale, si legge in una nota, dovrebbe essere considerato “una soluzione marginale e di ultima istanza nel raggiungimento degli obiettivi nazionali”. Maggiori chiarimenti sarebbero infine necessari, per l’Aper, in merito alla metodologia di individuazione dei potenziali, mettendo in rapporto “la disponibilità della risorsa fisica, il costo della relativa tecnologia e la valutazione economica dell’energia prodotta”.

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