Ormai data per scontata la realtà del "picco" del petrolio e del gas naturale (ma non erano teorie "ridicole" fino a un paio di anni fa?), ecco che passano nella grande stampa notizie sempre più incredibili su quella che va profilandosi, come scrive Maurizio Ricci su La Repubblica del 4 agosto 2007, la "Armageddon" energetica, più prosaicamente la fine dell'epoca delle risorse energetiche abbondanti.

Detto così sembra poca cosa, invece il solo pensiero che - mettiamo - per tre mesi consecutivi si estragga nel mondo meno petrolio di quanto se ne consumi dovrebbe far venire la pelle d'oca a più di governo, per non parlare dei comuni cittadini. Invece... invece niente o quasi, almeno questa è l'impressione (e non è proprio così, a dire il vero, ma non è il caso di addentrarsi in particolari).

Fatto sta che, archiviati - si fa per dire - i picchi di petrolio e gas (per altro assunti ormai anche dalla Agenzia Internazionale per l'Energia IEA www.iea.org/ ), anche "Re Carbone", la grande speranza dell'energia mondiale e la grande dannazione del clima, comincia a vacillare, e c'è chi comincia a intravederlo nudo.

Per esempio, il Energy Watch Group (www.energywatchgroup.org), con sede in Germania, che nel suo ultimo rapporto sul carbone (ved. link in fondo alla pagina) ne definisce il picco entro il 2025, e poichè il carbone ha un carattere molto più "regionale" del petrolio e del gas, cioè il suo trasporto è assai più costoso e difficoltoso, le varie fasi di picco in corso (USA, per esempio) e prossime (Europa, tra cui la Germania) potranno avere un impatto devastante.

La stessa Cina se la passerà un po' meglio nel breve termine, ma entro il terzo decennio di questo secolo anche la sua disponibilità di carbone diventerà insufficiente.

E allora? Allora le fonti rinnovabili, signori non c'è alternativa, ci sono però le ALTERNATIVE!!!

 

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